Gratuito A piedi

Da Formegan a Castel

7,5km
130m D+
2,3 htempo
Mappa 3D

L’itinerario inizia dalla PIAZZA I Novembre di Formegan, da dove si prosegue verso nord per via Tramezzai e via Mezzaterra. Si lascia quindi sulla sinistra la bella “carpenada” che porta ai cortili della vecchia “fucina Mezzacasa”. Al successivo crocevia, si prosegue sulla sinistra, passando dietro un’abitazione e superando, grazie ad un ponticello in cemento, quella che un tempo fu la roggia di Formegan. Da qui si prosegue per strada sterrata (strada comunale detta “di Rivolta e Sartena Alta”), fino a raggiungere il pianoro sovrastante, dove inizia un suggestivo filare di piante di Carpino bianco e Farnia.

Nei pressi di un pilone dell’alta tensione la carrareccia piega decisamente a destra; il percorso prosegue invece lungo il sentiero che scende sulla sinistra e attraversa poco dopo il rio Ruines, caratterizzato da un susseguirsi di cascatelle e piccoli salti d’acqua. Superato il piccolo ruscello, si risale la sponda opposta percorrendo una carrareccia che termina nei pressi del viale che porta alla frazione di Lasserai. Si continua quindi in discesa per un centinaio di metri e poi a destra lungo una strada sterrata delimitata a monte da un lungo muro a secco. Raggiunta nuovamente la strada asfaltata, via San Pietro, in territorio amministrativo di Cesiomaggiore, si può fare una piccola deviazione sulla destra per ammirare la bella chiesetta di San Pietro in Vincoli, posta in buona posizione panoramica su un terrazzamento delimitato da un muretto con sassi a facciavista. Ritornando verso sud, si passa accanto al vecchio “casello” del paese e si prosegue subito dopo a destra in aperta campagna.

(In alternativa, dal “casello” di Marsiai si può proseguire verso monte per raggiungere il centro della frazione. Da qui, dopo aver superato la chiesa dedicata a S. Liberale, si può continuare per strada pianeggiante in terra battuta sulla sinistra e, dopo aver attraversato interessanti boschi di Carpino bianco, Frassino maggiore e Farnia, collegarsi nuovamente al sentiero principale.)

Nei pressi di una piantagione di platani, si costeggia la proprietà di Castel San Giorgio, superata la quale si raggiunge la strada asfaltata che sale dalla località Volpere, con eventuale possibilità di imboccare la via del ritorno. Dal colle sovrastante, guardando in direzione ovest, la vista si perde sul monte Grave, sul San Mauro e, in lontananza, sulle cime più alte delle Vette Feltrine. Tenendo la sinistra si prosegue per strada asfaltata e dopo un piccolo saliscendi si raggiunge il vecchio borgo di Castel San Tomaso. Sull’ampio cortile rurale e sulla lunga casa a schiera che lo delimita a nord, i suoni ed i rumori di un tempo sono stati assorbiti da un silenzio quasi irreale.

Lasciato il borgo sulla destra, si prosegue verso oriente percorrendo una strada sterrata che, inizialmente, delimita verso sud le ampie superfici prative di Castel e subito dopo si addentra all’interno di un denso popolamento di latifoglie. Giunti nei pressi di un crocicchio poco evidente (tabella divieto di scarico rifiuti) si abbandona la bella stradina che porta alla sommità del Col della Croce e si imbocca sulla destra una vecchia mulattiera (strada comunale da Salmenega a Col San Tomaso), a tratti dissestata e ripida, che conduce alla frazione di Bivai. In fondo ad un vicolo di case sorge la chiesetta dedicata a S. Antonio Abate. I frazionisti si ritrovano il 17 gennaio per celebrare il patrono e per trascorrere insieme alcuni momenti di allegria che si concludono con la tradizionale “asta del porzèl”. Di fronte alla cappella, in posizione dominante rispetto alla sottostante campagna, si sviluppa l’imponente complesso di Villa Avogadro, costruito attorno al XVII secolo.

Lasciato il borgo, si costeggia il lato ovest della villa e, percorrendo una strada in discesa, si incontra poco distante un gruppo isolato di case (le Casate). Prima di raggiungere la frazione di Salmenega, sulla siepe che costeggia a destra la strada, si possono osservare alcune piante di Spino di Giuda, (Gleditsia triacanthos), albero con tronco e rami ornati da numerose spine robuste ed in parte ramificate. La lunga schiera di case che contraddistingue il centro del paese, è chiusa verso occidente dalla bella chiesetta dedicata alla Madonna della Neve. In occasione della festa del patrono, il 5 di agosto, il paese si riunisce nei cortili adiacenti per ricreare l’atmosfera di festa popolare. Con una piccola deviazione verso sud e dopo aver attraversato il sottopasso della ferrovia, si può ammirare sulla sinistra, oltre il viale di carpini, Villa Zugni-Tognetti.

Lasciata la chiesetta sulla destra, si percorre una strada pianeggiante che ci riporta in aperta campagna. Qua e là piccoli lembi di bosco rendono ancor più suggestivo e gradevole l’itinerario. Raggiunta la frazione di Volpere, si svolta a sinistra fino ad incontrare un capitello dedicato a Sant’Antonio. L’edificio posto a monte del capitello era un tempo adibito a segheria (segheria De Bortoli). La costruzione fu l’ultimo opificio lungo la roggia di Formegan a cessare l’attività nel 1986 e con esso vennero smantellate anche le opere di presa sul torrente Veses.

Proseguendo lungo via Pescamin, che segue parallela il percorso della roggia, si raggiunge ben presto un caratteristico lavatoio. Sul lato di monte della piccola piazza si può ammirare il vecchio mulino di Formegan. L’edificio, dalla tipica struttura delle case rurali della Valbelluna, è stato restaurato e adibito ad abitazione. Continuando lungo via San Osvaldo e via Interna si raggiunge il passaggio a livello della ferrovia e da qui, proseguendo verso nord e passando accanto a Villa Cassol, si raggiunge il punto di partenza dell’itinerario.

Buona strada.

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