Vedana: il Lago, la Certosa e la Campagna
pedalare tra spiritualità e paesaggi unici in un percorso che unisce storia e natura, adatto a chi cerca quiete e bellezza
Questo è un percorso davvero meraviglioso perché si snoda attraverso un paesaggio che sembra sospeso nel tempo. Dalle campagne rigogliose tra Belluno e Sedico, dove la terra coltivata racconta storie di generazioni di contadini, si pedala verso un luogo sacro: la Certosa di Vedana. Questo complesso religioso, testimone di secoli di devozione, sorge come un faro spirituale in mezzo alla natura.
Ma la magia non finisce qui. Il lago glaciale ai piedi dello Spiz di Vedana si presenta come un specchio d’acqua incantato, specialmente in autunno, circondato dalle Masiere: una vasta distesa di massi, sparsi caoticamente come se fossero stati gettati da giganti, che racconta una storia geologica di 15mila anni fa, quando enormi crolli dal Monte Peron hanno plasmato questo paesaggio unico.
Il ritorno è un dolce viaggio attraverso le pendici della Talvena, con paesini che sembrano dipinti, punteggiando il paesaggio come perle su una collana. Questa zona collinare, che si adagia tra il fiume Piave e il Cordevole, offre panorami pedemontani dove la natura si fonde con la storia.
Favorito dall’esposizione a sud e riparato dai venti freddi, questo itinerario è un invito aperto in ogni stagione. Nonostante richieda una normale bicicletta e un po’ di spirito avventuroso per affrontare le pendenze di Tisoi, il percorso promette sicurezza, serpeggiando lungo strade tranquille e poco trafficate. Ma, come ogni avventura, richiede attenzione, soprattutto nel tratto tra Bolzano Bellunese e Belluno.
Il percorso, tappa per tappa
Partenza da Belluno: tra storia e tradizione
Il percorso inizia dalla stazione ferroviaria di Belluno, imboccando poi la ciclabile di via Feltre. Superato il capitello di San Gervasio, si attraversa la statale 50 proseguendo lungo via Mier. Una leggera salita conduce attraverso un paesaggio rurale che conserva intatti i segni delle tradizioni contadine, con campi coltivati e siepi che delimitano le proprietà. Attraversando i borghi di Sois e Bes, si raggiunge Col del Vin e la piana di Roe Basse, un’ampia distesa agricola punteggiata da torrenti e boschetti. Qui, la pace del paesaggio è rotta solo dal fruscio delle ruote sulla strada.
Spiritualità e storia
Dopo aver attraversato il torrente Gresal e raggiunto la strada regionale si svolta su via dell’Agordan, una tranquilla stradina che porta a Ponte Mas. Da qui, un piacevole saliscendi costeggia la riva destra del Cordevole verso il maestoso complesso della Certosa di Vedana. Sorta originariamente come ospizio per i pellegrini, la certosa è oggi un luogo di clausura che conserva la sua austera bellezza, immerso in un paesaggio che invita alla riflessione.
Il lago di Vedana
A pochi minuti dalla certosa, il Lago di Vedana si apre incorniciato dalle Masiére, un’impressionante distesa di massi testimone di crolli avvenuti migliaia di anni fa. Questo specchio d’acqua è un paradiso per la fauna: tra le ninfee e i canneti, potresti avvistare rospi, rane e aironi cenerini. La zona è perfetta per una sosta rigenerante.
Salita a San Gottardo e la passerella sul Cordevole
Ripresa la bici, il percorso si dirige verso San Gottardo, lungo l’antica via degli ospizi. Qui, un breve tratto sterrato ti porta alla suggestiva passerella sospesa sul Cordevole, recentemente restaurata dopo la tempesta Vaia del 2018. Questo ponte, da attraversare con bici a mano, offre una vista unica sul torrente sottostante. Dalla passerella, si risale verso Passo Cervo, un modesto rilievo che collega le soleggiate località di Libano, Bolago e Tisoi, adagiati sulle pendici del Monte Talvena. Qui, il panorama si apre su profonde forre e verdi colline, regalando una sensazione di immersione totale nella natura.
Ritorno a Belluno: una discesa panoramica
Da Tisoi, una discesa dolce lungo la strada che costeggia il torrente Ardo ti riporta verso Belluno, completando l’anello. L’ultimo tratto, che collega Bolzano Bellunese a Belluno, richiede attenzione per il traffico, ma rappresenta la conclusione ideale di un itinerario che unisce spiritualità, natura e storia.
Questo percorso è nel libro Pedalare in Valbelluna.
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