Le Terre del Lupo tra Nevegàl, Visentìn e Valmorèl
sfida le pendici del Nevegàl: un’avventura in quota sulla montagna di Belluno tra vedute sulla vallata e panorami infiniti
Il Nevegàl, un tempo teatro di alpeggio e sfalcio, ha visto il suo paesaggio mutare, cedendo spazio al turismo. Eppure, tra le sue pieghe, la natura mantiene la sua memoria storica, e i boschi rigogliosi che sono diventati rifugio per creature selvatiche, tra cui il misterioso lupo, antico dominatore di questi monti, che si muove silenzioso tra Valmorel e Nevegàl.
Il vero gioiello di questo percorso è la sommità del Visentin. Da qui un panorama vastissimo si offre allo sguardo: dalla laguna di Venezia alle cime dolomitiche, un mosaico di montagne e valli che toglie il fiato. Più in basso, l’alternanza di boschi e spazi aperti dipinge quadri naturali che sorprendono ad ogni curva.
Il Nevegàl, guardiano a sud di Belluno, segna l’inizio di una catena montuosa che definisce il confine tra la valle del Piave e la Pianura veneta. Questo itinerario, percorribile da maggio a novembre, è una sfida anche per ciclisti con una certa esperienza. Le pendenze e i dislivelli richiedono una bicicletta robusta e una buona preparazione.
Sebbene non si raggiungano grandi altitudini, è essenziale essere pronti a cambiamenti climatici repentini, tipici di questa zona. Le nebbie possono avvolgere le creste in un abbraccio improvviso e misterioso, mentre non è raro farsi sorprendere dai temporali estivi. Quindi, prima di partire, uno sguardo alle previsioni meteo e un adeguato equipaggiamento sono essenziali. Questo itinerario, tra sfide e bellezze, promette un’avventura indimenticabile sulla “Montagna di Belluno” per antonomasia.
Il percorso, tappa per tappa
Partenza da Belluno: il viaggio verso il Nevegàl
Il percorso inizia dalla stazione di Belluno. Attraversando il Ponte della Vittoria, si imbocca la Curta, una ripida strada asfaltata che conduce rapidamente all’abitato di Castion. Proseguendo verso l’Alpe del Nevegàl, si seguono le indicazioni per Sossai, dove inizia la Calmada, una strada bianca immersa nel bosco. Questo tratto, lungo 9 km, è una testimonianza del passato rurale del Nevegàl e offre un approccio dolce al paesaggio montano.
Salita al Visentin: panorami indimenticabili
Dal piazzale del Nevegàl, inizia una salita di circa 6 km verso il ristorante La Casera a quota 1.400 m e, superato il piazzale, la strada si fa ripida e a tratti pavimentata, ma lo sforzo è ripagato dalle vedute spettacolari sul Lago di Santa Croce, sull’Altipiano del Cansiglio e sulle Dolomiti Bellunesi. Raggiunto il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, si affronta un’ultima impegnativa salita fino all’ex rifugio Brigata Cadore, seguita da un tratto pianeggiante verso il rifugio Bristot a 1.618 m. Da qui, una rampa cementata porta al punto più alto del percorso: il rifugio Visentin, a 1.763 m. Nonostante l’aspetto spartano dei dintorni del rifugio, il panorama è mozzafiato, spaziando dalle Dolomiti alla laguna di Venezia.
Discesa a Forcella Zoppei
Dal rifugio Visentin, una strada sterrata scende verso Forcella Zoppei a quota 1.417 m. Qui, il paesaggio cambia drasticamente, con fitti boschi di abeti e larici che avvolgono il percorso. Lungo il cammino verso Casera Val Piana, il silenzio è rotto solo dai suoni della natura: il canto del cuculo, il richiamo della poiana e il martellare del picchio.
Verso Malga Pianezze e Valmorèl
Proseguendo verso Malga Pianezze, il paesaggio si arricchisce di boschi di latifoglie. Ritrovata la strada asfaltata, una discesa panoramica conduce alla piazza di Valmorèl, punto di connessione con diversi itinerari. Per questa occasione, si prosegue verso Val Piana, attraversando uno degli altipiani più suggestivi del Bellunese.
Ritorno a Belluno: attraverso le torbiere e il torrente Cicogna
Da Val Piana, il percorso attraversa le torbiere, una vasta zona umida ricca di flora e fauna, inserita tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC). La discesa prosegue verso Giaon, imboccando una strada sterrata che porta alla località Ceresera. Seguendo il corso del torrente Cicogna, si attraversano i borghi di Cet, Madeago e Castion, per tornare infine a Belluno.
Questo percorso è nel libro Pedalare in Valbelluna.
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