Le dimore patrizie fra Salce e Sois
un percorso sulle tracce della nobiltà, dove ville signorili del XVII secolo raccontano storie dimenticate
Le dolci colline che si estendono tra Salce e Sois offrono un itinerario davvero incredibile, in grado di accompagnarti attraverso le storie della nobiltà locale. Questa zona, con le sue dimore patrizie, è un libro aperto che racconta di un’epoca in cui le famiglie nobili cittadine, nel XVII secolo, eressero maestose residenze di campagna. Questi edifici, simboli di potere e ricchezza, erano anche testimoni di un cambiamento sociale, con la nobiltà che acquisiva terreni precedentemente di uso civico delle comunità rurali.
Ne troverai molte, lungo il percorso, che meritano di essere ammirate. Ogni villa è un capolavoro in sé. A Salce, villa Giamosa e villa Doglioni Murer si ergono come monumenti alla grandezza e all’eleganza. Proseguendo verso Giamosa, villa Giamosa, ora Tattera, svela la sua maestosità. E salendo verso Sois, villa Cappellari Della Colomba e altre dimore a Col Del Vin raccontano storie di famiglie influenti e di epoche dorate.
Ma non è solo l’architettura a brillare. La zona delle torbiere di Sois offre un contrasto affascinante, dove la natura selvaggia si fonde con la storia umana, creando un paesaggio unico e suggestivo.
L’itinerario, che può avere inizio dalla stazione cittadina o da P.za dei Martiri, si snoda lungo le colline e i villaggi che abbracciano la città a ovest. Sarà davvero intrigante scoprire e mettere assieme tanti pezzi di storia e altrettanti angoli di bellezza. Consigliato per chi cavalca una mountain bike o una city bike con buone coperture, questo percorso diventa un’esperienza variegata ed indimenticabile.
Il percorso, tappa per tappa
Partenza da Belluno: tra città e campagna
Dalla stazione ferroviaria di Belluno, si imbocca via Carducci e si prosegue lungo la ciclabile di via Feltre fino a Prade. Qui, si lascia la ciclabile per svoltare a sinistra su via Col Da Ren, una strada tranquilla e bordata di siepi che conduce verso il terrapieno ferroviario. Costeggiando l’ex villa Dal Fabbro, si raggiunge il sottopassaggio ferroviario e si sale verso il gruppo di case di Fontanelle.
Le ville di Salce
Da Fontanelle, una breve salita porta a Col di Salce, dove si trova Villa Zaglio. Proseguendo verso il borgo di Salce, sulla sinistra si ammira Villa Giamosa (XVII secolo) e sulla destra una fontana rustica con lavatoio. Salendo verso la parte alta del paese, si incontra la maestosa Villa Doglioni Murer (XVII secolo); in cima alla collina la storica chiesa di San Pietro. Ritornando verso la piazzetta, un anello di strade che offre scorci su abitazioni rustiche.
Da Salce a Sois: colline e ville patrizie
Scendendo verso via Canzan si attraversa la statale e si prosegue fino alle scuole elementari, imboccando via Silva. Questa strada conduce attraverso la corte di rappresentanza di Villa Giamosa (XIX secolo), ora Tattera, per poi salire dolcemente verso il borgo di Sois. All’ingresso, sulla destra, sorge Villa Cappellari Della Colomba (XVII secolo), che domina la zona. Uscendo dal paese, una stradina silvo-pastorale guida attraverso le ex torbiere, un paesaggio suggestivo plasmato da interventi umani tra Ottocento e Novecento.
Le torbiere e le Fornaci di Sois
Attraversando le torbiere, raggiungi un crocevia che ti conduce verso Col Del Vin, dove si trova un’altra Villa Cappellari. Da qui, una breve salita riporta alle Torbiere e, di seguito, alle antiche Fornaci di Sois, con le imponenti torri in pietra degli ex forni da calce, un affascinante esempio di archeologia industriale. Proseguendo oltre il cimitero e la chiesetta, una strada bianca ti conduce sopra il biotopo di Chiesurazza, regalando scorci suggestivi sull’area umida e le colline circostanti.
Ritorno a Belluno
Attraversando il borgo di Mares, prosegui lungo una stradina che sbocca su via Mier in località Carpenada dove trovi Villa Corte (XVII secolo), oggi adibita ad albergo, e prosegui verso l’abitato di Bettin da cui in breve si raggiunge la statale. Attraversata la strada tramite il passaggio pedonale, imbocchi la ciclabile che ti riporta a Prade e successivamente a Belluno, completando l’anello.
Questo percorso è nel libro Pedalare in Valbelluna.
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