La Valle del Mis risalendo le rogge
addentrati nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi dove la natura regna incontrastata tra cascate nascoste e pareti maestose
Nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, questo itinerario si snoda tra le meraviglie della natura e le tracce dell’umanità. Risalendo il torrente Cordevole e il suo affluente Mis, si entra nella Valle del Mis, un santuario naturale dove le Dolomiti danno sfoggio di loro stesse, mostrano la loro impervia maestosità.
Il canal del Mis, un corridoio naturale, si insinua tra pareti imponenti e selvagge: da un lato i solitari monti del Sole, dall’altro il gruppo montuoso Prabello-Agnelezze. Questa valle, incisa da profonde forre, nasconde tesori come la Cascata della Soffia e i Cadìni del Brenton, luoghi di mistero e bellezza che sembrano usciti da un racconto fantastico.
Sopra il lago, come guardiani silenziosi, sorgono gli abitati rurali di Gena Media e Gena Alta. Questi villaggi, abbandonati negli anni ‘60 e ora testimoni di un passato dimenticato, consentono un punto di vista inconsueto sul lago e sulle pareti rocciose che dominano la valle.
La Valle del Mis, porta d’accesso al Parco Nazionale, si offre generosamente con tutte le sue bellezze ad ogni amante della bicicletta. Con ciclabili tranquille e strade a basso traffico, l’itinerario è adatto a chiunque, purché non si utilizzi una bicicletta da corsa. Le gallerie, recentemente illuminate, aggiungono un pizzico di avventura, ma è essenziale avere luci segnaletiche per garantire la sicurezza. Tuttavia, la bellezza e il clima fresco della valle attirano molti visitatori nei weekend estivi, rendendo la pedalata meno serena; bisogna quindi prestare particolare attenzione in questi periodi, ma nei giorni feriali e nel resto dell’anno, la Valle del Mis promette un’esperienza ciclistica in totale tranquillità, offrendo un viaggio indimenticabile e dal sapore selvaggio.
Il percorso, tappa per tappa
Bribano: tra rogge e archeologia industriale
Partenza dalla stazione di Bribano per imboccare la ciclabile delle antiche rogge; il suo primo tratto, immerso nel bosco, è un invito a rallentare: costeggiando il torrente Cordevole, si aprono scorci su campi coltivati e prati, ed è facile avvistare cervi e caprioli al pascolo di buon mattino. Le bacheche lungo il percorso raccontano la storia delle rogge, un tempo fondamentali per mulini e segherie. Dopo circa 7 km, in località Tappole, il ponte sul Cordevole segna il passaggio al tratto sterrato che attraversa le suggestive Masiére di Vedana, un paesaggio caotico e selvaggio creato da antiche frane.
Da Gron alla Valle del Mis: l’ingresso al Parco
Il percorso si distende poi nelle campagne di Gron. Qui, all’incrocio con la strada provinciale, si può osservare l’imbocco della Valle del Mis, delimitata dai monti Sperone e Peron. Dopo aver superato il ponte sul torrente Mis, inizia una leggera salita che conduce alla provinciale. Da qui si scende verso Volpez e poi si entra ufficialmente nella Valle del Mis. Le prime delle cinque gallerie illuminate accompagnano lungo il lago, offrendo una sensazione di avventura.
sosta in Pian Falcina
Il ponte sul torrente Falcina introduce all’omonima area turistica, perfetta per una sosta al bar-ristoro o un pic-nic nella natura. È anche il punto di accesso al sentiero natura della Val Falcina: un percorso ad anello da esplorare a piedi per immergersi in uno degli angoli più affascinanti del parco.
Cascata della Soffia e Cadini del Brentón: gioielli della valle
Proseguendo lungo la strada costeggiata da gallerie, raggiungi il ponte sul torrente Mis, dove si trova il Bar alla Soffia. Questo è il punto di partenza per esplorare la Cascata della Soffia, una spettacolare forra scolpita dall’acqua, e i Cadini del Brentón, una sequenza di 15 vasche naturali dall’acqua limpidissima, accessibili tramite un suggestivo sentiero nel bosco.
Gena Media e Gena Alta: un’avventura per i più allenati
Per chi desidera una sfida in più, la salita verso i villaggi abbandonati di Gena Media e Gena Alta offre un’esperienza unica. Con un dislivello di 400 metri in soli 2 km e tratti con pendenze superiori al 25%, questo tratto è consigliato solo ai ciclisti più allenati o a chi possiede una e-bike. La vista dall’alto sulla valle e sul lago ripaga ogni sforzo.
Ritorno a Bribano
Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell’andata, con la possibilità di fermarsi nuovamente a Pian Falcina o presso il Bar alla Soffia per un meritato ristoro. Nei giorni feriali o fuori stagione, la tranquillità della valle garantisce una pedalata rilassante e immersiva.
Questo percorso è nel libro Pedalare in Valbelluna.
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