Gita al Lago di Santa Croce
un viaggio attraverso secoli di storia tra ville patrizie, un paradiso naturalistico ed una meravigliosa ciclabile sbalzo sul Piave
Non c’è nulla di meglio di una gita al lago di Santa Croce in una bella giornata di sole. Da Belluno, antica città che ha visto passare secoli di storia, si pedala verso il lago di Santa Croce, un gioiello azzurro incastonato tra le montagne, dove le acque calme invitano a esplorazioni acquatiche e la spiaggia erbosa è perfetta per un pomeriggio di relax.
Ma ogni chilometro di questo itinerario racconta una storia. A Polpèt, la “Strada Romana” testimonia l’antico passaggio di popoli e mercanti. Le rovine del Castello di San Giorgio a Socchèr, eretto nel VI secolo, narrano epoche di battaglie e nobiltà. E Villa Pagani-Cesa, splendido esempio del XVII secolo, svela l’eleganza e la grandezza di un tempo passato.
E poi, l’oasi naturalistica del Lago di Santa Croce, un santuario di biodiversità, dove la natura ha creato un rifugio per innumerevoli specie. Questa zona umida, parte del più ampio Parco Santa Croce, è un invito a perdersi tra sentieri e ciclabili, scoprendo ogni angolo di questo paradiso verde.
La ciclabile, che si estende fino all’Alpago, è un percorso amichevole, ideale per famiglie e ciclisti di ogni età. Ma, come ogni avventura, richiede attenzione in alcuni tratti, dove la strada si apre al traffico. Questo itinerario diventa una piacevole escursione tra passato, presente e natura, culminando in un ritorno alla meravigliosa città di Belluno, pronta ad accoglierti e darti ristoro.
Il percorso, tappa per tappa
Partenza da Belluno
L’avventura inizia dalla stazione ferroviaria di Belluno, dove il percorso ciclopedonale ti guida attraverso il giardino cittadino e il suggestivo Ponte degli Alpini. Dopo aver attraversato la statale, si prosegue per la ciclabile di via Doglioni che continua verso Cusighe. Il percorso prosegue attraversando Fiammoi, un piccolo borgo in leggera salita, circondato da ville storiche come Villa Butta e Villa Sergnano (XVIII secolo). Qui, puoi scegliere tra una strada sterrata che costeggia la villa e una asfaltata attraverso Safforze.
Panorami e tracce di storia
Da Fiammoi, il percorso si apre in una panoramica ciclabile che regala viste spettacolari sulle montagne del Nevegàl, Dolada e sull’Alpago. Poco dopo raggiungi Polpèt, dove la Strada Romana testimonia l’antico passaggio di popoli e mercanti. Una breve deviazione ti porta alla Chiesa della Madonna di Vedòia (1733), dove è custodita una pala d’altare attribuita a Cesare Vecellio.
Lungo il canale Cellina fino a Bastia
Seguendo il percorso lungo la strada romana, si attraversa il Piave sul ponte di Soverzene e si imbocca la scenografica ciclabile a sbalzo sul Piave che, continua poi a fianco del canale Cellina. Raggiungi il borgo di Paiane, dove il paesaggio cambia nuovamente: la ciclabile si snoda tra il canale Cellina e le colline circostanti, offrendo una pedalata tranquilla e immersiva. Qui, Villa Pagani-Cesa, un gioiello seicentesco, sorge in armonia con il paesaggio verdeggiante.
L'Oasi naturalistica del Lago di Santa Croce
Attraversando l’abitato di Bastia, il percorso ti conduce all’oasi naturalistica del Lago di Santa Croce. Una passerella sul torrente Tesa ti accoglie in questo santuario di biodiversità, dove le zone umide si fondono con le acque calme del lago. La ciclabile lungo il lago ti porta alla spiaggia erbosa, perfetta per una pausa rigenerante. Per chi vuole continuare, la ciclopedonale prosegue fino al porticciolo di Poiatte (1,6 km), dove il panorama si apre su uno specchio d’acqua incorniciato dai monti dell’Alpago. Se ti senti avventuroso, puoi raggiungere la romantica Baia delle Sirene (3,7 km), un punto panoramico da cartolina.
Ritorno a Belluno
Per un rientro sicuro e rilassante, ripercorri il tragitto dell’andata. La pista ciclabile garantisce una pedalata tranquilla e piacevole. Per i più esperti invece, dal borgo di Paiane una variante ti porta verso Canevòi e poi in salita fino alla località di Làstreghe, con un panorama mozzafiato sull’Alpago. Attraversando la storica Vena d’Oro, un ex centro termale di fine Ottocento, scendi verso Belluno, affrontando alcuni tratti di strada provinciale trafficata.
Questo percorso è nel libro Pedalare in Valbelluna.
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